Coltivazione tradizionale del mese: il TEFF

Dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura.

Il teff è un cereale appartenente alla famiglia delle graminacee (Poaceae), noto anche come Tafi in oromigna, e Taf in tigrino, entrambe lingue etiopi.

I chicchi di teff sono di colore bianco, rosso o misto, quelli bianchi sono i più pregiati e si vendono ad un prezzo più alto.  Nella dieta etiope il teff rappresenta circa due terzi dell’assunzione giornaliera di proteine ​​ ed è principalmente utilizzato per fare diversi tipi di enjera (un tipo di focaccia piatta), porridge e mangimi per gli animali.  L’enjera si mangia in ogni famiglia, ma possono essere necessari fino a tre giorni prima che la farina di teff fermenti.  Il teff è anche utilizzato per fare una bevanda alcolica locale chiamata arak’e o katikalla e una birra locale chiamata t’ella ofersso. La paglia è utilizzata per rinforzare il fango con cui s’intonacano le pareti in legno degli edifici e per l’alimentazione del bestiame.

Dove si trova

Il teff è un alimento di base che si coltiva in Etiopia ed Eritrea, dove ha avuto origine e dove si è diversificato. E ‘stato introdotto in Sudafrica, dove viene impiegato come coltura di copertura e foraggio mentre nel nord del Kenya è una coltura cerealicola.

Come mangiarlo

Tradizionale teff enjera etiope (senza glutine)

Ingredienti per circa 20 crepes; 3 cups di teff macinato; 4 cups di acqua distillata; sale dell’Himalaya quanto basta; Olio d’oliva

Mescolare il teff macinato con l’acqua e lasciarlo riposare in una ciotola coperta con un canovaccio a temperatura ambiente finché non fa delle bolle e si è inacidito. Il processo di fermentazione richiede da uno a tre giorni. La miscela di fermentazione dovrebbe avere la consistenza di una pastella molto sottile. Mettere il sale, un po’alla volta, fino a quando non si dissolve. Oliare leggermente una padella e scaldare a fuoco medio. Versare una quantità di pastella sufficiente a coprire il fondo della padella; 1/4 di cup farà una crepe sottile che copre appena la superficie di una padella di circa 20 cm.  Spalmare subito la pastella intorno nella padella, girando e ruotandola.  L’Enjera tradizionalmente non è sottilissima quindi si deve usare un po’ più di pastella di quanto si farebbe per le crepes. Cuocere brevemente, fino a quando la superficie dell’enjera si bucherella e i bordi si sollevano; non farla abbrustolire, e non capovolgerla in quanto viene cotta solo su un lato. Togliere e lasciare raffreddare. Mettere della pellicola o della carta stagnola tra le crepe in modo che non si attacchino tra loro. Si serve su un piatto con un mestolo di legumi, carne o verdura.

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